Sesso e Amore

Ho ricevuto due reazioni legittime e pacate di due ragazze sul mio post precedente. Mi aspettavo di peggio.
Vanessa dice: “mi sembra riduttivo analizzare e confondere guerra e sesso, in un certo senso puoi anche aver ragione, ma non sono d’accordo sulla scelta degli aggettivi, se così fosse vorrebbe dire che il sesso lo vivi male, solo dal punto di vista negativo…non mi pare che sia così, no non mi pare”. Mentre la collega filologa Nadia diceva: “Non condivido ciò che hai scritto. Forse semplicemente non lo capisco appieno, sarà per limiti miei mentali o per poca chiarezza del testo, non saprei, ma so per certo che non paragonerei mai guerra e sesso. Se dovessi darne le motivazioni impiegherei, invece, i 15 anni per capire, pensare, ragionare e scriverne due monologhi. Però amo e pratico la filologia…”

A Vanessa le ho scritto che io non faccio sesso. Ciò non significa che non ho rapporti amorosi. Io faccio amore, anche se fosse per una volta, per un secondo, con una sconosciuta, amante, moglie ecc. E’ un discorso di significati, di parola, di verbo. “Sesso” significa divisione, taglio, separazione. Dalla radice latina “sec-are=tagliare”. Non è niente di male, niente di negativo. Sesso significa ciò che “distingue uomo e donna”. Mi dispiace che davo per scontato questa spiegazione. E’ una parola che è stata usata male, usata per un fenomeno diverso. “Caratteristiche sessuali”, “atti sessuali” “fenomeni sessuali” dovrebbero essere quelle caratteristiche che si sottoclassificano poi più specificamente in “andrologiche ” (dell’uomo, gr. andros) e “ginecologiche ” (della donna, gr. ghineka”).
Probabilmente, in qualche periodo storico c’era bisogno di introdurre un concetto nuovo in contrapposizione all’amore. Per liberarsi, forse, dai vincoli di un amore diventato proprietà esclusiva del matrimonio legale ed ecclesiastico, spesso ipocrita, un amore propagato come una dittatura. Ma a volte il rimedio risulta peggiore della malattia. In questo caso il rimedio da temporaneo è diventato permanente. La parola/rimedio “sesso” è entrata nella circolazione sociale e psicologica ed è riuscita a creare una scissione entro lo stesso fenomeno. Per avere il diritto di esistere (c’è sempre un’economia nell’ambito linguistico) il termine sesso voleva sostituire il termine amore e non riuscendo a farlo ha trovato un’euristica: convive accanto ad esso allargando sempre di più il proprio teritorio.
Fa anche comodo. Così al partner amoroso gli si può dire: “Con quell’altro o quell’altra o fatto semplicemente SESSO. Con te faccio AMORE!”

Ricordiamoci, io, da amante della parola, sto sempre ragionando sui termini, sulle loro radici etimologiche, al massimo sulle categorie mentali. Rimango dentro la Filologia senza entrare nella sfera della morale.

Sesso e Amoreultima modifica: 2003-09-05T11:21:06+02:00da filologos
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5 pensieri su “Sesso e Amore

  1. Caro filologos, come “agrimensore” (in senso kafkiano) non sei affatto male. Tracci confini, ti attieni alle misure sapientemente calcolate con regoli e gognometri, magari anche con coordinate desunte dall’uso complicatissimo di qualche sfera armillare di platoniana memoria, e dell’agrimenso re hai anche questo tratto: l’assoluta mancanza di senso di colpa che la tua conoscenza dovrebbe ingenerare. L’etimologia può aiutare a capire ed è molto affascinante. Ma non è tutto. E poi da buon filologo dovresti sapere che le “radici” (mai espressione fu più appropriata) assorbono dall’humus circostante e che col tempo varia la propria natura elementi condizionanti che finiscono con lo stravolgere l’aspetto della pianta che sta sopra, ovvero la parola. Non si tratta dunque di usare la parola sesso in maniera impropria. Si tratta di riconoscere l’opera del tempo e delle stagioni sulle parole.

  2. Chi di noi è senza peccati butti la prima pietra. Sapendo questo i sensi di colpa generati dalla conoscenza tornano ad assumere le loro vere sembianze. Le sembianze della colpa. Infatti, io non ho sensi di colpa. Se mai, sono colpevole. L’etimologia non è tutto come niente che noi afferriamo con i sensi è tutto. Io sono un filologo. Ma se “buon filologo” è usato come viene usato “buon uomo” si può anche dire:-) Le radici assorbono dall’humus circostante e tutto cambia, ma le radici possono anche essere tagliate e di seguito la pianta venir secca. Nell’humus ci possono essere anche sostanze che avvelenano le radici. Parlo in generale, a proposito di piante e di parole non di sesso e amore.
    Come scrivevo a “fuoridime” la parola “SESSO” ormai è penetrata nella carne del desiderio erotico, mescolata, intrecciata, diventata tutt’uno con esso e per cavarla fuori (ma perché dovremmo farlo) e ridarle il significato iniziale ci vuole un taglio dissanguante. Non c’è senso. Si coniano altre parole. Le parole hanno una vita propria ma anche una morte propria. Andare alla radice della parola non è tutto per me. E’ un buon esercizio mentale che non mi serve più di tanto, non di certo per cambiarmi la vita o quella degli altri.
    Per quanto riguarda i confini, essi vengono tracciati per poi essere volontariamente superati. Ci sarebbe un miasma senza forma e inflazionistica di tutto e di tutti altrimenti.
    La parola sesso si usa in modo proprio e improprio ma che importanza ha? Cosa fanno uno uomo e una donna quando si amano o si desiderano? Amore o sesso? Non ti sembra che c’è imbarazzo in questa divisone/decisi one? A me si, da “re agrimensore” che sono:-)

    Ti saluto. Grazie per il commento, davvero.

  3. Eccomi,allora – premessa – non ho studiato filologia, e della filosofia solo quel settore che coinvolge l’arte e.. l’artigianato facendo un passo indietro, ai grandi iniziatori, quali Aristole e Platone. Poi di tempo dagli anni dell’Accademia ,ne è passato tanto e le nozioni hanno lasciato spazio alle opinioni che via via son nate dall’esperienz a in un percorso naturale . .Sai, è molto affascinante il tuo discorso sul sesso e sulla guerra, altrettanto quello di Josef.sveik…m i avete mandato entrambi sulle pagine di un vocabolario a ricercare termini di cui mi sfuggiva il senso..entrambi dotti e forbiti, ma con semplici parole son giunta ad una conclusione, sarebbe un bel connubio sesso e amore e averli incontrati insieme. Nel parlare non ricerco l’etimologia delle parole, quindi la loro storia antica, mi servo di quelle che trovo sulla strada, sul mio cammino e che il senso lo capisca chiunque, erudito ed ignorante. Quello che voglio dire, e vorrei poter dire di più, ma non l’ho incontrato ancora , un uomo che mi avesse dato entrambi per quello che io capisco e intendo quando sento menzionar le due parole. Grazie e buon fine settimana amico.

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